lunedì 27 ottobre 2014
NO NINNA: C'E' IL SOLE. Ogni scusa è buona, delinquente. Ma questa mi commuove. Saltare il riposino per giocare con l'iPad no, per vedere un'altra Peppa o un altro Pingus no, ma non volere dormire perchè fuori c'è il sole mi pare un ottimo motivo. Il nostro sole sei tu. A nonna infondi un'energia che la trasforma in Wonder Woman. L'ho vista fare cose che noi umani nemmeno immaginiamo. Come sollevarti dal parco giochi con tutto il triciclo, con un solo braccio, la borsa a tracolla sull'altra spalla e con te urlante avviarsi al parcheggio. L'ho vista cadere e rialzarsi al volo, con un ginocchio dolorante, per non spaventarti. Giocare seduta a terra fino allo sfinimento. Io non ce la faccio. Troppa ciccia e troppi scricchiolii. Io mi dedico ad altro. guarda questo video.
mercoledì 27 agosto 2014
"NONNO, FACCIAMO FOTO?" Che sei un attore nato l'avevo già capito e già te lo avevo scritto. La funzione specchio della videocamera ti è nota da tempo. Ora, però, non appena mi vedi armeggiare con il telefono arrivi di corsa proponendomi di fotografarci o fotografarti. E la cosa sorprendente, rispetto alla patatalessaggine di tua madre e di tua nonna quando finiscono sotto l'obiettivo, è che tu sfoderi dei sorrisi sfolgoranti a comando. Finti, per carità, ma perfetti. Basta dirti "Sorridi" tu ripeti "Un sorriso!!!" e tac eccolo là. Poi, foto fatta, lo smonti e pensi ad altro. Perfettamente assimilata anche la maschera della tristezza, quella che dovrebbe commuovere i presenti quando è ora di andare a letto, o di mangiare, o di chiudere la Peppa. Capito che gli strepiti e le urla funzionano fino a un certo punto opti per la posizione in piedi, frontale, testa bassa col ciuffo sugli occhi, bocca a mezza luna che guarda in giù come l'icona della mestizia, braccia abbandonate lungo il corpo. Raul Bova a te te spiccia casa.
domenica 24 agosto 2014
"COME TI CHIAMI?" "Agnese!" e giù a sghignazzare. Hai due anni e mezzo ma già afferri l'ironia e ti piace giocarci. Sai benissimo di chiamarti Valentino e nelle presentazioni ufficiali, che a volte tu stesso solleciti, dici "..lntino!" Ma se poi, in un momento diverso, tra gente che conosci, che ti conosce, ti si chiede come ti chiami, con l'occhio furbo tu rispondi "Agnese", sghignazzi e controlli l'effetto che fa. E poi abbiamo un gioco tutto nostro. Tu mi guardi, lanci un acuto, un gridolino, e io rispondo con un basso, una specie abbaio. Se io te ne rilancio due mi rispondi con due acuti, tre con tre, quattro con quattro... Dai mo' che impariamo a contare, oltre che a modulare la voce.
mercoledì 6 agosto 2014
martedì 3 giugno 2014
Averlo immaginato, bimbo mio, l'officina del bisnonno Gino l'avrei tenuta funzionante per consegnarla a te. Un'officina piena di automobili da riparare, il tuo sogno, non c'è dubbio. Qualche gene deve essere arrivato fino a te che, a due anni e un po', riconosci già tutte le macchine, cosa che a me ancora non riesce a sessantadue e un po'. Non solo "macchina" è una delle poche parole che dici chiaro e volentieri, ma anche "benzina" quando vedi un distributore. Passeggi per la strada, riconosci la Fiesta nera della nonna parcheggiata e cominci a tirare dicendo "giro, giro". Sali e vuoi andare davanti, sederti al volante e fare finta di guidare. Per strada incroci una Ford come la mia, che per il poco che ci vediamo hai visto pochissime volte, e dici "macchina nonno". Il nonno che, per la disperazione di suo padre, le macchine le ha sempre snobbate. Il nonno che nei suoi 44 anni di guida ha avuto solo utilitarie o poco più, giusto per la necessità di spostarsi. Mai curate, lavate quando non se ne può più fare a meno, cambiate a fine vita. Il nonno che da ragazzino doveva trascorrere metà delle vacanze in officina a imparare un mestiere che sapeva non avrebbe mai fatto. E non fece mai. Averlo solo immaginato.
domenica 18 maggio 2014
CIAO NONNO!!! Finalmente facciamo progressi e qui ci sono le prove. Valentino parla. Parlicchia, diciamo. Senza fretta, per carità. Ma a due anni e tre mesi "Ciao nonno" lo dice chiaramente. Che dolcezza. Un paio di settimane fa ci siamo fatti un viaggetto in Liguria, tu, mamma, nonna e io e non c'era niente di più dolce, per me che in macchina sedevo davanti a te, dire e ripetere "Ciao Valentino!" e sentirti ogni volta ripetere "Ciao nonno!". Che poi, dentro di te, avrai pensato: "Ma perchè mi saluta sempre? Ricambiamo, và, magari funziona così". E' stato un bel week end, sai, anche se ne porto ancora le conseguenze. Mi hai attaccato una bronchite-laringite che mi ha steso per dieci giorni, cinque completamente senza voce, cosa che per uno che parla alla radio, per un'ora consecutivamente, è un bel problema. Però ti perdono perchè ti sei comportato veramente bene, da bambino grande, senza tanti capricci. salvo quando una cosa non la vuoi veramente fare che ti metti a gridare come un forsennato "Aiuto!!! Aiuto!!!".Prima o poi scambieranno tua madre per una ruba-bambini che ti sta portando via e ci arresteranno tutti.
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