TU CHIAMALE SE VUOI SOMIGLIANZE DELL'ANIMA. Quindici giorni insieme sono volati ma ci sono bastati per radiografarci reciprocamente. "Questo bambino ha molto di me" mi ripetevo avvertendo una sensazione che non provai nemmeno guardando tua madre alla tua età. La forma delle orecchie? bah... i piccoli sbalugamenti? ... quelli passano con i mesi. "Si, certo" rispondevano Agnese e tua nonna più che altro per non contraddirmi. Poi, tornato a casa mi sono precipitato nel cassetto delle foto. Tranquillo ragazzo. Tu non hai il mio testone a pera, il tuo occhio sinistro non è appoggiato sul naso e le tue orecchie, simili per forma, non sono certo a sventola - e poi dicono che tutti i bambini sono belli. Ciò che ci accomuna è il sorriso. Uguale. Aperto, spontaneo, sincero. Non perderlo mai, anche quando penserai che non ce ne è motivo. Il mondo ti sembrerà comunque meno ostile.
lunedì 20 agosto 2012
TU CHIAMALE SE VUOI SOMIGLIANZE DELL'ANIMA. Quindici giorni insieme sono volati ma ci sono bastati per radiografarci reciprocamente. "Questo bambino ha molto di me" mi ripetevo avvertendo una sensazione che non provai nemmeno guardando tua madre alla tua età. La forma delle orecchie? bah... i piccoli sbalugamenti? ... quelli passano con i mesi. "Si, certo" rispondevano Agnese e tua nonna più che altro per non contraddirmi. Poi, tornato a casa mi sono precipitato nel cassetto delle foto. Tranquillo ragazzo. Tu non hai il mio testone a pera, il tuo occhio sinistro non è appoggiato sul naso e le tue orecchie, simili per forma, non sono certo a sventola - e poi dicono che tutti i bambini sono belli. Ciò che ci accomuna è il sorriso. Uguale. Aperto, spontaneo, sincero. Non perderlo mai, anche quando penserai che non ce ne è motivo. Il mondo ti sembrerà comunque meno ostile.
martedì 14 agosto 2012
A VOLTE LE COMBINAZIONI. Qualche tempo fa ti raccontavo di quella volta quando, all'età di cinque mesi, in vacanza con la mamma, fummo avvicinati da Van Wood, noto astrologo degli anni a venire, il quale si avvicinò al passeggino, mi guardò con benevolenza e disse alla Lea: "Suo figlio sarà un uomo molto fortunato". Oggi tocca a te. Daniela Nipoti, bella firma dell'astrologia di oggi, ti vede sul bagnasciuga del Gallanti e, rapita dal tuo sorriso malandrino, scambia due parole con tua madre. Successivamente, di fronte al tuo tema natale, mi dirà cose stupende di te. Sarai un uomo interessantissimo e pieno di risorse, un tombeur de femmes, dotato di una fantasia, unita a una manualità, che potrebbe portarti ad essere, dice la Nipoti, un architetto di successo. E poi tante altre cose che non ti riferisco se no cominci a montarti la testa anzitempo. Ti dico solo che già oggi, qui in spiaggia, io ho finito di essere Ruggero Po. Sono, solo, il nonno di Valentino.
mercoledì 8 agosto 2012
TERAPIA INTENSIVA. Ci voleva questo convivenza h24 per cominciare a darci del tu. Quindici giorni di mare dei quali i primi sette solo tu, io, tua madre e la nonna Gabri che è fuori di sè. Il primo giorno mi hai studiato senza dare nell'occhio, scrutandomi quando io fingevo di guardare altrove. La faccia rassegnata di chi pensa "se i miei genitori hanno deciso di continuare a frequentare questo signore con la barba cerchiamo almeno di capire chi è". Il gioco è questo: tu mi guardi, io fingo di non accorgermene, improvvisamente mi giro e faccio CIAO!!! con la mano aperta, alla Teletubbies. E tu giù con un gran sorriso. Agiti le braccia le mani e il corpo tutti insieme poi abbassi lo sguardo vergognosetto e pieghi la testa di lato. E' una gran bella vacanza questa che facciamo insieme nei luoghi che hanno visto bambini tua madre e prima ancora me, nella casa che i miei genitori comprarono negli anni del grande boom economico. La mia prima volta avevo undici anni. Per questi Lidi il progetto era quello di un prolungamento a nord della Riviera Romagnola: palazzoni (come il nostro), passeggiate a mare, luci e divertimenti. Per qualche anno davanti al nostro condominio ci fu un minigolf, il luna park era permanente, al Bagno Rocca's si esibivano i big dell'epoca, da Little Tony, a Rita Pavone ai Rokes. Io ci facevo i primi balli col batticuore. Poi arrivarono la crisi, l'austerity e tutto si bloccò prima che il progetto potesse essere portato a termine. Seguirono una ventina di anni di nè-carne-nè-pesce. I templi della precedente movida si trasformavano in archeologia del turismo anni sessanta e l'amministrazione locale pensò, felicemente, di trasformare le Valli, e i Lidi con loro, nelle Camargue italiana. Una zona protetta, di agriturismo e di birdwatching, di percorsi ecologici e di maneggi dove oggi mi piace trascorrere le vacanze. Lidi discreti, rigenerati, dove noi ritroviamo le nostre radici e tu, l'unico romano della combriccola, pianti parte delle tue.
martedì 17 luglio 2012
IL GIORNO CHE CI HA CAMBIATO LE NOSTRE VITE. 17 luglio di 25 anni fa, era un venerdì. Venerdì 17. Dopo anni di curricula a vuoto mandati alla RAI ero riuscito, la sera prima, a estorcere un colloquio alla mitica Signora Motta, dirigente dello storico 3131 di Radio Due. "Le selezioni per quest'anno sono finite" mi aveva fatto rispondere dalla segretaria. "Ma come? Ero in lista da marzo e voi avete chiuso senza convocarmi?". "Le passo la capostruttura". E fu lì che, facendomi assaggiare il caratterino che me la fece amare da subito, la signora Motta rilanciò: "La aspetto qui domani pomeriggio. Viale Mazzini, 14. Secondo piano". Erano lei sei di giovedì sera. Modena Roma, all'epoca, erano otto ore di treno. Di andarci con la R5 nemmeno a parlarne. Arrivai a Termini alle due. Un caldo mai sentito. Pressione sotto i tacchi. Semisvenimento su una banchina di marmo rovente. "Si tolga pure la giacca". Non potevo. La camicia era intrisa di sudore. Un'ora di faccia a faccia saltando di palo in frasca. A chi farebbe un'intervista impossibile? Nelle radio private usate il nagra? Lo saprà che Guerzoni è carpigiano come lei... Io riesco a recuperare una lucidità inaspettata e gioco tutto sul "mi prenda ora perchè domani potrei non essere più disponibile". Mi saluta ripetendomi che i colloqui sono chiusi da una settimana e che per di più "quest'anno non facciamo più contratto ai fuori sede per risparmiare sui contributi casa". Le dico che è stato comunque un grandissimo piacere conoscerla. Lunedì 20 mi fa richiamare dalla segretaria "Abbiamo mandato alla firma un contratto di nove mesi. Si presenti il 21 settembre". Nove mesi a me contro i tre dati a tutti gli altri. Il diciassette mi aveva portato fortuna e fu quel venerdì che decise del destino di noi tutti. Te compreso che se tua madre, che all'epoca aveva nove anni, non fosse venuta a Roma non avrebbe conosciuto tuo padre eccetera eccetera eccetera.
domenica 8 luglio 2012
IL BAMBINO DI GOMMA. Una scimmietta contorsionista. Non ti vedevo da molto tempo, sicuramente più di due settimane, e quello che più mi ha colpito, a parte il grande che sei diventato in così poco tempo, è la capacità di ciucciarti le dita dei piedi con la massima disinvoltura. Io ormai non riesco più a nemmeno vedere che cosa ho sotto la pianta dei piedi, ma questo è un altro film, "Il nonno di legno". Sei buffissimissimo. Ti sdraiano di pancia e riesci a rivoltarti a pancia in su. Ma da pancia in su a pancia in giù ci provi, ci provi, ci provi ma poi devi rinunciare. E non ti piace. Diciamo così. Anche oggi mi ero rassegnato a guardarti solo da lontano. Tra che ti vogliono solo per loro, e che dicono che ti spavento con il vocione, è una battaglia persa. E invece, improvvisamente, la nonna mi passa vicino con te in braccio e ti lancia senza preavviso in braccio a me. Ti acchiappo al volo, ti metto seduto sul tavolo rivolto verso di me, faccia a faccia e mi dico: o la va o la spacca. E' andata. Prima con le manine mi impabbi gli occhiali per bene e poi cominci a spalpucciarmi le labbra tirandole verso di te. Se questo è il prezzo... Intanto osservo silenzioso le tue orecchie e mi illudo di trovare qualche cosa di me. Speriamo, solo, che siano un po' meno a sventola...
venerdì 22 giugno 2012
martedì 12 giugno 2012
BAMBINO! QUI BISOGNA IMPARARE UN PO' DI EDUCAZIONE, EH... Vabbè che hai tre mesi e dimostri tre anni ma resti un poppante. Pensi che mi piaccia che tu ti metta a strillare ogni volta che mi avvicino? Che figura mi fai fare con la nonna, con i tuoi genitori e soprattutto con la prozia terremotata che ti ha visto per la prima volta domenica scorsa? Questa la scena. Tu sorridi sereno in braccio a tua nonna. Mi avvicino altrettanto sorridente. Metti a fuoco. Il sorriso sparisce. Il mento comincia a tremare e fai il "mescolino". Ti giri verso tua madre. Cerchi conforto e in un attimo UAUUUUHHHHH... . Se credi che mi piaccia ti sbagli. Comunque la Simo, la zia antropologa e terremotata, l'hai conquistata.
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