lunedì 27 gennaio 2014
PAROLA ALLA DIFESA. Tua madre mi ha precisato che "boh" è la risposta prevista per il coccodrillo dalla canzone, dopo il gatto-miao, la mucca-muu, la rana-cra-cra. Tutto a posto. Ti sei scelto un buon avvocato. Inchiesta archiviata. Paura, eh, che il nonno chiuda la cucina e si rimetta il portafogli in tasca...
domenica 26 gennaio 2014
BOH? Boooh?!? Brutto schifosone? Ma come ti permetti di rispondermi "boh" alla decima volta che ti chiedo come fa il coccodrillo. Le prime nove mi rispondi bene - aaaauwww - e alla decima mi dici "boh" per dirmi "ah nonno!!! Mo' basta!" . Dici tre parole in croce ma ti fai capire bene. Guardi in faccia, fai dei lunghi discorsi, poi, quando capisci che non capisco mi prendi per mano e mi porti dove devi portarmi per poi spiegarti a gesti. Il regalo più bello è stato sapere che quando mamma ha preparato te e il trolley per venire qui sei stato contentissimo. Contento di rivedere tua nonna, che comunque trascorre con te due pomeriggi ogni settimana, ma un po', lo spero, anche questo nonnone che quando dice "lo guardo io" ti lascia fare anche le cose da "Noooo... Vale... ti fai male..." Il nonno che ti lascia salire le scale da solo, senza darti alcun appoggio. Il nonno che ti lascia salire sulle sedie senza strillare "cadiiii" perchè guardare le cose dall'alto è bello. E porta anche bene. Lo sai? C'era una giostra che a me, da ragazzo, piaceva particolarmente. Si chiamava Telecombattimento Aereo. Non so se c'è ancora. Erano specie di dischi volanti che, con un braccio meccanico, salivano in cielo azionando una leva. Quando eri lassù cominciavi a sparare a tutti gli altri che via via, colpiti, tornavano giù. Vinceva chi restava su da solo. Vinceva un altro giro di giostra. E io vincevo spesso.Ma la soddisfazione non era tanto quella del giro gratis. Era l'avere abbattuto tutti gli altri. Gaurdarli quando tu eri ancora in alto. Ed è un piacere, quello di conquistare sempre nuove vette, che vorrei potessi goderti anche tu fino in fondo. Da bambino mi capitava frequentemente di sognare di volare. Chissà se capita anche a te.
Ora basta parlare di me. Goditi nonna Gabri e giocate un po' insieme.
domenica 19 gennaio 2014
CHE UOMO SARAI?. Premesso che ce la metterò tutta per vivere abbastanza a lungo e vederlo con i miei occhi, verificarlo con i miei sensi, questo è il mio chiodo fisso. Incontrarti ogni due settimane mi dà il privilegio di osservare meglio i tuoi progressi, come in quei film con pochi fotogrammi nei quali la narrazione procede a scatti. Quindici giorni, gli ultimi, che ti hanno fatto diventare un gigante, a riprova che le tue ultime febbri erano di crescita. Pronunci appropriatamente le poche parole che ti va di pronunciare. Ti diverti a pronunciarle come per verificare l'impatto della tua voce e della tua comunicazione. Presti maggiore concentrazione agli stimoli che ricevi: la lettura di una storia, il gioco con un bambino più grande, nel caso dell'altra sera Milla. Chissà se fra una decina di anni, quando rileggerai queste parole, Milla sarà ancora una presenza della tua vita o se, come per la maggioranza degli incontri di noi tutti, sarà stato un incontro passeggero. Che uomo sarai, dicevo. Come parlerai. Con quale vocabolario. E l'accento? Quando andremo al mare, in Emilia, gli altri bambini ti chiederanno "Perché parli così?". Ti vanterai di questa tua diversità o te ne vergognerai? Che uomo sarai? Ottimista... fatalista... intraprendente... Non lagnone, Vale! Non autocommiserante. Questo no, ti prego. Il mondo che ti abbiamo preparato, noi della mia generazione soprattutto, non è dei migliori. E l'Italia peggio. Abbiamo sperperato senza un progetto la ricchezza che i nostri genitori erano riusciti a mettere da parte. Abbiamo creato un benessere che non siamo più in grado di sostenere e al quale non vogliamo rinunciare. Diritti acquisiti ai quali ci aggrappiamo disperatamente ma che ci stanno inesorabilmente sfuggendo dalle mani. E non abbiamo ancora toccato il fondo. Sarete voi a ricominciare ed è per questo che, diritti a parte, avrete le nuove conoscenze, quelle sì, che abbiamo comunque conquistato e che resteranno a vostra disposizione per un nuovo decollo. Dovrai guardare avanti, inventarti un nuovo lavoro che magari oggi ancora non esiste. Intuire che cosa servirà alla società, all'umanità e essere pronto a offrirglielo. Dovrai studiare, ancor prima informarti, restare connesso. I tuoi nonni sono a disposizione.
sabato 28 dicembre 2013
Ok. Scherzavo, non è andata proprio così anche se cercavo di inventarmi una storia per giustificare questo scatto in cui tu sei a terra, disperato, dopo aver buttato all'aria la mini cucina componibile che tua madre aveva appena montato come se non avesse fatto altro nella vita. Nel filmato che vedrai fra poco in realtà dimostri di apprezzare anche se, diciamocelo, l'ingegneria e i trasporti ti prendono un po' di più. Il sospetto l'avevo già avuto con l'aereo dell'anno scorso, quello con la cloche dove avevi nascosto le chiavi di casa, mascalzone. La conferma l'ho avuta sempre l'altro giorno quando, tu che ancora non parli, mi hai fatto capire che volevi salire al piano superiore dove, fino a qualche tempo prima, c'erano trenino e ferrovia. Ti ho seguito. Hai fatto le scale un gradino alla volta con me che ti seguivo da dietro e tua madre, che si fida, che dava un occhio a tutti e due e strillava "Quando scendete prendilo in braccciooo". E quando, alla fine della scalata, hai visto che non c'erano più nè convogli, nè binari, nè galleria, nè stazioni ti sei proprio incacchiato di brutto.
Dai, comunque è stato un Natale generoso di regali: treni, libri, costruzioni e "il piccolo Masterchef".
Diciamo che per come era cominciato le cose potevano anche andare peggio con la febbre che non è mai scesa sotto i 39 e che ha impedito, a te e mamma, di partecipare, con tuo padre e tuo fratello, al cenone dai nonni Polegri. Ma niente paura. E' scattato il catering soccorso dei nonni Po che armati di salmone, insalata russa, tortelli di zucca al burro e salvia e un buon bianco hanno organizzato il "cenino del malatino". Posso dire? Non solo ce la siamo cavata benissimo, noi quattro più Lula, ma a me è piaciuto molto più di tanti altri natali. Quest'anno ci ho pensato tardi ma il prossimo ti prometto che arriverò vestito da Santa Claus e non ce ne sarà per nessuno.
domenica 15 dicembre 2013
VERSO SUD. Tornando a Roma, questa mattina, dopo un breve soggiorno a Carpi per salutare i parenti più stretti prima di Natale, e partecipare a una cena fra vecchi compagni di liceo quarantacinque anni dopo, ho avuto sempre più netta la conferma che il mio orizzonte casa-altrove si è definitivamente capovolto. Per molto tempo, anche durante i miei primi anni romani, il ritorno a casa era una viaggio verso nord. Orte-Orvieto-Chiusi-Firenze-Barberino-Roncobilaccio-Pian del Voglio e quando, dopo Sasso Marconi, l'autostrada si apriva, vedevo San Luca e poi la pianura cominciavo a sentirmi nella mia terra. I capannoni industriali, l'Ikea e quello della birra a sinistra, la lavorazione delle carni più avanti, dopo Modena sud, a destra, il cielo meno blu, la Coop, lo svincolo per il Brennero, il casello, poma! Cioè casa. I bar che vendono la stria col prosciutto, l'erbazzone, le donne in bicicletta che le riconosci che sono carpigiane dalla permanente che così la fanno solo lì. L'acqua, anche l'acqua che quando esce dal rubinetto ha un odore diverso. Cose di casa, fino a non troppo tempo fa. Sensazioni che amo, che appartengono al mio DNA, ma di un paese che non è più il mio, oggi che ci sei tu. La sensazione di tornare a casa, Valentino, l'ho sentita quando la nonna ha messo in moto la macchina per tornare dove vivi tu che tra l'altro, se la vita non avesse scelto per me e per la mia famiglia un'altra città, non saresti mai nato. Avrei avuto un nipote, forse prima, forse dopo, forse di più ma non saresti stato tu. Modena-Bologna-Firenze-Fabro- l'autogrill-il regalo per Vale... oggi aria di casa la comincio a sentire al casello di Orte, quando l'autostrada si apre a tre corsie e intravedo il Monte Soratte, il cielo più blu, le nuvole che corrono, la barriera Roma Nord, i capannoni dell'Arca, della Mercedes, casa! E penso che presto ti rivedo. Che mi dirai "gnogno", qualche parola nuova che non vedo l'ora di scoprire e ti consegnerò il coccodrillo di peluche che sembra il Signor Dinosauro del principe George, il fratello di Peppa Pig.
domenica 1 dicembre 2013
CIU CIUUUUFFFF!!! Ecco il treno! E' solo una foto, bimbo mio, questo te lo dico per quando sarai grande e la rivedrai chiedendoti quante ore ci abbiamo giocato. Poco, lo prevedo già da adesso. Tuo nonno non è mai stato per questo tipo di giochi nemmeno da giovane padre, quando era magro. Figurati starci oggi sul pavimento, con o senza tappeto, con tutti quegli anni e tutti quei chili. Però lo scatto ci stava bene, è di quelli evocativi, che commuovo, e la nonna si è prestata a farlo senza troppo protestare. Del resto a te il trenino, che ti ha comprato lei, è piaciuto subito e tanto. Rotaie di legno, vagoncini di legno che stanno uniti tramite una calamita. Pratici questi svedesi dell'Ikea. E furbo il piccolo ponte che crea un dislivello sufficiente a fare camminare il convoglio per qualche centimetro in più. Il nonno, ma lo sai, si diverte di più a leggere i libri insieme a te. Spot il cucciolotto che si nasconde dappertutto quando la mamma lo cerca per la pappa. Lei che apre un armadio e trova il leone. "Il leone come fa, Vale?" "Aaaaaargh!", lei che apre il baule e trova le cornacchie "La cornacchia come fa?" "Cra, cra, cra" e poi il rinoceronte, il serpente con il suo sibilo, la scimmietta con quattro mani. Che belli i libri con le finestre. Anche a tua madre piaceva molto farsi leggere i libri la sera prima di addormentarsi. Mi sedevo sul pavimento di fianco al letto e via con Pinocchio e Cenerentola, il Gatto con gli Stivali e La bella Addormentata. Senti quando lo raccontò in TV a un'inviata di Enzo Biagi. Guarda che i libri sono ancora tutti qui. Però dovrai passare un sacco di notti anche dai nonni...
domenica 17 novembre 2013
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