lunedì 15 giugno 2015
BAU. "Lo sai che sei bellissimo Vale?" "Si". "Te lo dicono tutti?". "Si". "Te lo dice anche Lula?". "mhh... no, Lula non dice... un poco abbaia!" Nonno scemo che fai le domande sceme, ma che ti credi che solo perchè parlo ancora poco sono io quello tonto? Ieri ci siamo visti, finalmente, in un bel parco giochi. Tu come sempre col tuo zaino-trolley pieno di macchinine che arrivi, apri, le fai uscire come dalla borsa di Mary Poppins e decidi il gioco. "Facciamo gara?" "Parcheggiamo"? E via, tutte a pettine. O tutte in fila. Sei uno specialista al punto che quando sulla strada vedi una auto vera talvolta ti scappa un "ha parcheggiato male". Fra un mese mare. Tutti i giorni insieme. Ciao stella!
mercoledì 15 aprile 2015
MIRACOLO. Come faccia questa torre pendente di pietre a stare in piedi è un mistero, Vale. Ma l'importante è non rinunciare a provarci. Non ascoltare chi ti dice che è impossibile. Poi magari cade e allora anche tu saprai, e ti ricorderai, che non tutto è realizzabile. Non so dove e non so quando questa foto ti è stata fatta ma l'ho amata da subito. Non tanto per quello che è ma per ciò che evoca in me. L'immaginane di un piccolo uomo che abbandona la realtà virtuale, che dimentica il tablet, e che si sporca le mani con la concretezza della vita. Che delle pietre sente il peso, l'odore, la consistenza. Che per costruire qualche cosa si scontra con le leggi della fisica anzichè col capriccio di un programmatore software. E poi sei di una bellezza che toglie il fiato.
sabato 28 marzo 2015
LA PROSSIMA VOLTA TI PORTO UN DRONE. Qualche sera fa sono venuto a cena con un piccolo Nemo di peluche. Lo hai guardato con interesse, lo hai pigiato per un po' per vedere se "parlava" e quando hai capito che era solo un pupazzetto lo hai buttato al cane e hai ripreso a giocare con le macchine, i camion e la betoniera. Brutto schifoso! A Lula?!? Con tutto che Nemo ti piace ed è una delle ragioni per venire dai nonni. L'altra domenica a fine pranzo mi hai preso per mano, proprio me, e sei voluto salire per rivederne un po' insieme. Nemo è un po' come il pesciolino rosso nell'acquario della tua cameretta. E ormai, con tutta la piscina che ti fai sei anche tu un piccolo pesce. Saper nuotare è fondamentale nella vita, bimbo mio Galleggiare, padroneggiare la tavola da surf sulle grandi onde, risalire controcorrente quando occorre. Le avversità vanno affrontate con leggerezza e competenza. Senza paura. Per non farsi travolgere. Il nuoto è l'unico sport che abbia mai praticato e al quale ancora oggi mi dedico, nella vita vera e nella metafora.
lunedì 9 marzo 2015
RISCOPRIRE IL MONDO INSIEME A TE. Rinascere sessant'anni dopo attraverso gli occhi di un nativo digitale. Quasi come farsi ibernare e scongelare nel futuro. Mi spiego. A metà del secolo scorso, quando ero io a avere la tua età, il tablet non c'era. Ma nemmeno la televisione. Le cose nuove arrivavano poco alla volta. Con tutto che io, rispetto alla maggior parte dei miei coetanei, avevo due genitori benestanti e sufficientemente dinamici per farmi viaggiare. Pensa che avevo da poco compiuto un anno quando, con una motocicletta e un sidecar, decisero di andare tutti e tre a fare un po' di campeggio in Francia. Quello che ancora oggi è un viaggio lungo e faticoso nonostante le autostrade, il Carpi-Cannes, noi lo facemmo in moto sulle statali del '53, attraversando le montagne. Il bisnonno Gino in sella, la Lea nella carrozzina laterale con me in grembo. Niente mini seggiolini nè cinture e se pioveva una cerata addosso e via andare. Per dirti, rientrando dalla divagazione, che ciò che io conobbi direttamente e attraverso tutti i miei sensi, il caldo, il freddo, il rumore della moto, tu prima lo vedi nella finzione, attraverso uno schermo inodore e insapore, e solo successivamente, nella realtà. Una premessona per raccontarti ciò che abbiamo fatto ieri. Dopo un sabato sera trascorso in divano, tu sulle mie ginocchia a giocare a Built a Truck sull'iPad, quel gioco dove prima ti costruisci un fuoristrada, poi lo vernici, scegli il motore, lo lavi e poi ci fai i diversi percorsi, mi è venuta un "ideona". Visto che la tua parte preferita è l'autolavaggio guardo nonna e faccio: andiamo a lavare la tua macchina, vedrà un impianto vero e sarà come stare nel paese dei balocchi. Vero niente. Il rumore dei macchinari reali, sostituito alla musichetta del cartone animato, la nebbiolina fine dell'idrogetto, il soffione dell'asciugatura non ti sono piaciuti per nulla. . A un certo punto ho temuto che dovessimo scappare. Ma sei un bimbo coraggioso, hai resistito, ti sei visto tutto lo spettacolo seduto su una panchina a distanza di sicurezza e stretto nel doppio rassicurante abbraccio di nonna e nonno. Però quando abbiamo detto "andiamo", anziché urlare e scalciare come d'abitudine in qualsiasi sala giochi, o "sala scioki" come dici tu, con il dovuto contegno, ma con grande soddisfazione, hai detto subito "SI!".
lunedì 16 febbraio 2015
E TRE! Valentino ha tre anni. Valentino è un bambino pronto per la materna e per il primo gradino della sua personale ascesa sociale. Una scala nella quale si alterneranno gradini più faticosi di altri. Sempre più stretti mano a mano salirai con sempre meno spazio per chi oggi ti tiene la mano. Roba da vertigini quando sei in alto in alto. Roba da sapere tenere l'equilbirio. E il trucco te lo insegna il nonno. Il trucco è saperti costruire dei legami duraturi. Una donna al tuo fianco da sapere conquistare e conservare. Con la quale essere generoso e affidabile. Come con i tuoi figli che vorrei tanto fare in tempo a conoscere. Buon compleanno campione. Si parte per una nuova sfida.
martedì 27 gennaio 2015
"Mamma, guarda la luna". "Valentino, non c'è la luna". "E' spenta!". Ecco, sei entrato nella fase delle frasi memorabili, la fase più bella, quelle dei pensieri che poi tutti dimenticano e che noi, con questo diario, eviteremo di lasciare svanire. Diario che riparte da qui dopo la pausa del millesimo giorno. Pausa che mi è servita a raccogliere in un libro, che ho fatto stampare in meno di dieci esemplari, i nostri primi tre anni di vita insieme. Le pagine del blog e le foto più belle. Valentino e la luna. Valentino che pensa più di quanto parli e che quando parla ti dimostra quanto ha pensato. "Mamma, mi sei mancata". Fetente! L'altro giorno di stare dai nonni proprio non ti andava e tanto hai fatto che i tuoi sono tornati a prenderti. E quando sono entrati giù con la scena madre. Al collo in lacrime "Mamma, mi sei mancata". E una volta a casa lo sberleffo. Video su whatsapp con dei gioiosi "Ciao nonno!!! Ciano nonna!!!"
mercoledì 12 novembre 2014
MILLE!!! Valentino ha mille giorni. Wow! Vorrei farti una superfesta. Rispetto ai compleanni sarebbe una celebrazione unica. Diciamo che te la faccio col pensiero, tu al nido come ogni giorno, io qui a lavorare e a mettere insieme la scaletta per il programma di questa sera. Chissà cosa racconterai, da grande, di questo nonno che ha fatto tanta radio. Se nel tuo ricordo, da adulto, sarà solo l'immagine sbiadita di una voce nota tra le tante o se ti chiederò di accomapagnarmi da qualche parte, in qualche salotto mediatico, a rievocare i tempi gloriosi. E tu con la tua morosa dirai "Mo che borsa mio nonno..." Che poi a Roma si dice in un altro slang ma il concetto basta uno sguardo e vi siete capiti. Mille giorni. Il regalo questa volta lo hai fatto tu a me. Quando mamma l'altra mattina ti ha lasciato all'asilo e ti ha anticipato che al pomeriggio sarebbe venuta nonna a riprenderti tu l'hai guardata e hai detto: "No. Nonno". Diotestradora.
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